Biografia

Federico “Ghigo” Renzulli nasce a Manocalzati (AV) il 15 dicembre 1953. All’età di 5 anni si trasferisce con la sua famiglia a Firenze. Durante la sua adolescenza ascolta molta musica, in particolare rock, country, folk e blues e la passione è tale da spingerlo, a 14 anni, ad imbracciare per la prima volta una chitarra.

Dopo la maturità, si iscrive all’università e sceglie la facoltà di Biologia, ma quando gli restano 6 esami e la tesi, abbandona gli studi per dedicarsi alla musica.

Sul finire del 1976 si trasferisce a Londra, dove vi abita per due anni. In quel periodo Londra è in piena esplosione Punk, un movimento di ribellione sociale di musica, arte e cultura. L’esperienza londinese è decisamente formativa, anche se Ghigo ha a che fare con uno spiacevole episodio: una noiosa paresi facciale, conseguenza di una notte brava a base di “alcool e additivi illegali”. Questo imprevisto, dopo una permanenza in ospedale, lo costringe a tornare in Italia.

Ghigo in questo periodo, ascolta l’hard rock dei Led Zeppelin, Deep Purple, Black Sabbath, Jimi Hendrix, Creedence Clearwater Revival etc. oltre al nuovo Punk e alla New Wave dei Devo, Killing Joke, Ultravox, Ruts, Sounds.

Alla fine del 1978, tornato a Firenze dopo l’esperienza londinese, Ghigo è intenzionato a formare una Band. È qui che conosce Raffaele Riefoli. I due sono praticamente gli unici due punk di Firenze. Cominciano subito a comporre musica inedita, con Ghigo alla chitarra e Raffaele al basso e alla voce, e fondano i Cafè Caracas. Alla batteria si aggiunge Renzo Franchi e i Cafè Caracas si impongono nel circuito underground dell’epoca. Il nome del gruppo viene scelto da Raffaele: era il nome di un bar vicino a casa sua che aveva chiuso da poco, il “Cafè Caracas”, appunto. Provano nella cantina in via dei Bardi n. 32, di proprietà del Conte Capponi Canigiani, umida e soggetta ad allagamenti ma con un’ottima acustica. Ghigo, titolare del contratto di affitto, la ristruttura personalmente con lavori di muratura, falegnameria, isolamento acustico e mettendo a norma l’impianto elettrico. La cantina diventa un luogo di Musica libera, improvvisazioni notturne e jam session che coinvolgono tanti musicisti italiani e stranieri oltre a diverse band che ci provano in pianta stabile.

I Cafè Caracas si esibiscono in diverse occasioni: nell’estate dell’80 prendono parte a “Piazza della Palla”, insieme ai Neon e agli Sniff di Firenze e a “Volterra Rock”, a cui parteciparono anche i Victrola di Messina. In quell’anno i Cafè Caracas (ed altri gruppi fiorentini) ottengono uno spazio sulla rivista mensile Popstar in un articolo scritto da Red Ronnie, che definisce i Cafè Caracas i “Police Italiani”.

La Band ha l’occasione di farsi ascoltare dal grande pubblico in apertura del concerto dei Clash tenutosi a Bologna il 1 giugno ’80 (insieme ai rockabilly inglesi Whirlwind). Centomila presenti che non hanno molto rispetto per la band sul palco, al punto da lanciare di tutto verso i musicisti…siringhe incluse. Ghigo lancia al pubblico una corda rotta della sua chitarra e per tutta risposta un Punk con la cresta rossa la usa per simulare un cappio, invitando Ghigo ad impiccarsi. I tecnici non si comportano in maniera diversa, rendendo difficoltosa l’esibizione con la chiusura e l’apertura dei monitor a proprio piacimento. Dopo il concerto iniziano dei grossi malumori nella band che portano alla separazione di Ghigo e Raffaele.

I Cafè Caracas incideranno solo un singolo, “Say It’s All Right Joy” e una cover Reggae Rock di “Tintarella Di Luna” di Mina, ma con un altro chitarrista turnista, Serse Maj. È disponibile, fornito da Ghigo, il brano Rasta Way (*ascoltabile qui*), registrato amatorialmente al Banana Moon di Firenze.

Qualche giorno dopo la separazione dai Cafè Caracas, Ghigo riceve una telefonata da Gianni Maroccolo, che provava anche lui con la sua Band in via dei Bardi:

M: Ciao Ghigo! Ti ho chiamato per l’annuncio…
G: Quale annuncio?
M: Quello alla Davoli Music Center, dove c’è scritto che Federico cerca elementi per formare una Band!
G: Io non ho messo nessun annuncio, ma visto che hai chiamato e che ora non ho una Band, si potrebbe provare a formarne una…
M: Mi sembra un’ottima idea!
Habemus Band…

In realtà l’annuncio era stato messo da Federico Fiumani dei Diaframma e Gianni aveva chiamato direttamente Ghigo pensando fosse lui.

Dopo poco arrivano nella Band Antonio Aiazzi alle tastiere e Francesco Calamai alla batteria, che insieme suonavano già nei Destroyers e provavano regolarmente nella cantina, e Sandro Dotta alla chitarra solista. Ghigo inizialmente suona la chitarra e canta, ma dopo poco si decide di optare per un cantante. Antonio Aiazzi presenta Piero Pelù alla band, già voce dei Mugnions Rock, gruppo fiorentino che prendeva il nome dal torrente Mugnone che attraversa Firenze nella zona Nord. Sandro Dotta abbandona la formazione e Ghigo passa definitivamente alla chitarra.

Le prove avvengono sempre nella cantina in Via dei Bardi, la Dark Wave è molto di moda e la band segue questa tendenza. Firenze e dintorni sono musicalmente in fermento e vengono aperti nuovi locali sia di incontro sia per la musica dal vivo. Nello scantinato della casa del popolo di Settignano (FI), nasce la Rokkoteca Brighton, luogo di ritrovo caratterizzato da atmosfere dark in cui si esibiscono molti gruppi della New Wave fiorentina. Per sabato 6 dicembre 1980 alle ore 22.00 si annuncia il primo concerto di una nuova band, i Litfiba: è questo il nome scelto per il gruppo. L’idea è di Ghigo, che lo crea componendo un ipotetico indirizzo telex, in particolare : L = sigla fissa di chiamata del sistema Iricon; IT = Italia; FI = Firenze; BA = Bardi (via de’ Bardi).

I Litfiba si esibiscono per la prima volta su un palco molto piccolo, al punto tale che Ghigo deve continuamente ripetere “Occhio alle casse!” e con Aiazzi che deve suonare reggendone una con la mano. Piero si lancia diverse volte sul pubblico, i brani proposti sono cantati in lingua inglese di cui alcuni brevissimi, caratterizzati dalle chitarre taglienti di Ghigo. I pezzi dei Litfiba sono frutto di un metodo “Democratico” di lavoro, caratterizzato dal fatto che ogni membro contribuisce compositivamente e liberamente al risultato finale; Ghigo in particolare si occupa dell’arrangiamento dei brani, unitamente a Gianni Maroccolo, e dell’organizzazione della Band, avendo più esperienza degli altri.

Dopo quel primo concerto ne arriveranno molti altri, e Bruno Casini (che già aveva assistito alle loro prove nella cantina di Via dei Bardi - n.d.r.) diventa dapprima il responsabile italiano per l’organizzazione dei concerti dei Litfiba e subito dopo, il loro primo Manager.
Quasi un anno dopo aver calcato lo stesso palco dei Clash, Ghigo con il suo nuovo gruppo si trova di nuovo su un grande palco ad aprire il concerto di Siouxie and The Banshees a Firenze. Nel 1982 arrivano le prime grandi conferme per i Litfiba come il superamento della finale Toscana del festival “Il Rock Mette i Denti”, che li porta alla finale nazionale tenutasi al Palasport di Bologna. Alle ore 23.00 del 6 giugno ’82 viene annunciata la vittoria dei Litfiba, seguiti dai Denovo. Contestualmente vengono consegnate le prime 15 copie del disco omonimo (inciso per Urgent Label – Materiali Sonori), che avrà una tiratura di 1050 copie.

“Litfiba” verrà poi ristampato e distribuito dalla Contempo Records nel 2016 in occasione del Record Store Day, in 2 versioni: vinile arancio marmorizzato (1900 copie numerate) e per la prima volta su musicassetta (300 copie numerate autografate).
Il premio per la vittoria del festival consiste nell’incisione di un singolo per la Fonit Cetra, una serie di concerti e una crociera in Marocco.

L’estate del 1982 è densa di concerti per i Litfiba, che vengono accolti positivamente anche al di fuori dei confini toscani.
All’inizio del 1983 i Litfiba suonano nello storico Piper di Roma. In questa occasione alla batteria c’è Renzo Franchi dei Cafè Caracas che sostituisce Francesco Calamai, impossibilitato a suonare a causa di una forte tendinite al polso. Renzo Franchi suona anche nel singolo per la Fonit Cetra, “Luna/La preda”, che vede la luce nella primavera dello stesso anno. Anche questo disco è stato ristampato dalla Warner in occasione del Record Store Day 2014, in vinile formato 7’’ e 12’’.

Nello stesso periodo la compagnia teatrale Krypton, presenta L’Eneide, una rivisitazione in chiave tecnologica del poema epico di Virgilio.
La colonna sonora dei Litfiba viene stampata sul disco “Eneide di Krypton” edito dalla Suono Records. Da questo spettacolo viene estratta “La Battaglia Sacra” che entra a far parte della scaletta live dei Litfiba di quel periodo.

Nel 1983 viene inoltre pubblicata “Body Section”, una compilation edita da Electric Eye Records, a cui i Litfiba partecipano con il brano “Transea" in una versione diversa da quella che verrà successivamente pubblicata nell’omonimo disco. La compilation verrà successivamente ristampata da Spittle Records nel 2007 in edizione limitata a sole 300 copie.
L’anno si conclude con un tour in Francia: il gruppo riscuote molto successo e consenso dalla critica, tanto che si comincia a parlare di una tournée anche per l’anno seguente.
Il 1984 vede i Litfiba ancora protagonisti della scena musicale con:

- tanti concerti in Italia;
- la partecipazione alla “Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa Mediterranea” a Barcellona che li vede impegnati in diversi live;
- il concerto al Loft - Metropol di Berlino (dove viene registrato da Carlo U. Rossi, il “Live in Berlin”);
- la partecipazione al tributo a David Bowie “Let’s Bowie” a L’Altro Mondo di Rimini, dove si esibiscono con Yassassin (estratta da “Lodger”), con una performance molto teatrale in cui tutti i membri del gruppo sono coinvolti e nella quale Ghigo interpreta la parte di un alto prelato che viene assassinato;
- la pubblicazione dell’EP “Yassassin” per la Contempo Records e contenente oltre ad Yassassin, anche i brani Elettrica Danza e Yassassin (Radio version). Ristampato dalla stessa Etichetta nel febbraio 2016 su vinile arancio con una tiratura di 1500 copie numerate;
- la pubblicazione di “Catalogue Issue”, il primo prodotto dell’etichetta I.R.A. di Alberto Pirelli, che contiene brani di diversi gruppi e in cui i Litfiba sono presenti con “Onda Araba” (nata da un riff di Ghigo) e “Versante Est”.
Nello stesso anno, Ghigo collabora con i Denovo alle session per L’EP “Niente insetti su Wilma”: il brano “Quinta Finestra” verrà pubblicato nel 2014, insieme ad altri inediti del gruppo.

Il 1985 è l’anno in cui esce il primo album vero e proprio dei Litfiba, “Desaparecido”: contiene alcuni brani già pubblicati come La Preda e Guerra, ma rivisitati con idee nuove e coraggiose. Il disco si apre con la chitarra di Ghigo su Eroe Nel Vento, un riff energico, che ricorda vagamente gli U2 del periodo; il disco è una selezione dei migliori brani della band in lingua italiana. L’album in meno di un anno vende cinquemila copie ed il gruppo conquista la cover di Rockerilla (con l’iconica immagine dei cinque su una montagna di pietre da ferrovia) e di Mucchio Selvaggio (che decide di apporre il suo logo sul retro dell’album).

I Litfiba non si fermano mai, sono nuovamente in tour con una quarantina di date nella nostra penisola ed alcune in Europa, oltre a Francia, Svizzera e Germania; nell’autunno del 1985 partecipano per il secondo anno consecutivo alla “Biennale” a Barcellona. Nello stesso periodo viene pubblicato un EP dei Diaframma che contiene il brano Amsterdam, interpretato insieme ai Litfiba. Tra un live e l’altro, trovano spazio anche per progetti paralleli: vengono coinvolti dal regista Massimo Luconi per la rappresentazione teatrale di “Il Compagno dagli occhi senza cigli”, opera di Gabriele D’Annunzio; per l’occasione elaborano le musiche e prendono parte allo spettacolo, suonandole dal vivo.

Nel 1986 vede la luce l’EP “Transea”, edito in 4000 copie, che contiene appunto Transea (originariamente chiamata Ferisce e Penetra), Onda Araba e altri due brani, Maria Walewska e C.P.T. Queeg, che fanno parte delle musiche composte per “Il Compagno dagli Occhi senza Cigli” e ai quali collabora anche Francesco Magnelli.

Il 1986 è anche l’anno di “17 Re”, doppio album contenente 16 tracce, composto tra la fine del 1985 e il giugno 1986: le idee sono tantissime e ciascun membro del gruppo dà vita al proprio pensiero, senza in alcun modo limitare quello altrui, e tutti riescono ad inserire nell’album ciò che vogliono. Il disco esce nel periodo in cui la New Wave è un po’ in calo e rappresenta “Lo zenit della fase creativa dei Litfiba” (così come definito da Ghigo).

Nonostante il lavoro in studio, il gruppo non si ferma: il tour prevede tappe in Belgio, Francia e Australia; a fare da fonico, in questa fase, arriva Giorgio Canali, che li seguirà per qualche anno.

Nel 1987 per i Litfiba arrivano l’invito a Sanremo Rock, declinato in quanto parteciparvi comporterebbe l’uso del playback, e il tour di supporto all’album, che si concluderà il 12 maggio al Tenax di Firenze, data in cui il concerto viene registrato e immesso sul mercato come “12-05-87 (aprite i vostri occhi)”.

L’anno successivo esce “Litfiba 3”, anticipato a Sanremo Rock ’88 dal brano “Ci sei solo tu”. “Litfiba 3” è il primo album in Italia ad essere registrato in digitale ed è testimonianza delle diverse strade musicali che i membri del gruppo vogliono intraprendere: da un lato, Ghigo e Piero che tendono verso il Rock, dall’altro Gianni e Antonio che tendono ad un suono più dark ed ossessivo.
L’album viene pubblicato anche in Francia con una diversa cover; viene resa disponibile anche l’edizione cd con 5 bonus-track estratte da “12-05-87 (aprite i vostri occhi)”. Il tour promozionale è suddiviso tra date all’estero (Francia, Russia, Belgio, Olanda, Germania, Danimarca e Svizzera) e date italiane. Le date in Russia furono realizzate in conseguenza del gemellaggio con Melpignano, che in quegli anni cominciò ad organizzare lo storico festival “Melpignano Rock”; i Litfiba (con i CCCP e i Rats) si esibiscono a Mosca nel Palazzo dello Sport dell’Armata Rossa e in un teatro di Leningrado.
Nello stesso periodo Ghigo collabora a due brani (*ascoltabili qui*) dell’album di Giorgio Carantonis, un compositore cantante di origini greche, dal titolo “Twice Told Tales” pubblicato dalla IRA records.

“Litfiba 3” non solo conclude la Trilogia del Potere, iniziata con “Desaparecido” e continuata con “17 Re”, ma anche un periodo storico del gruppo, con Gianni Maroccolo che decide di andarsene, seguito da Antonio Aiazzi, a causa di divergenze sia sul piano artistico che contrattuale. I Litfiba avevano ricevuto offerte da una etichetta inglese ma ciò avrebbe costituito un rischio dato che non vi era certezza che la band avrebbe funzionato nel mercato anglofono. Nella primavera del 1989, i membri dei Litfiba passano da cinque a tre.

È previsto un nuovo disco live, e nell’autunno del 1989 esce “Pirata” per la CGD, a cui Maroccolo e Aiazzi parteciperano come collaboratori esterni. “Pirata” è il primo disco dei Litfiba a riscuotere un grosso successo, portando ad ottenere il primo disco d’oro della Band. È un live registrato durante il tour estivo in cui i brani vengono pesantemente rimaneggiati in studio per un risultato tecnicamente impeccabile ma che allo stesso tempo mostra la grande energia del gruppo. Alla tracklist vengono aggiunte Il Vento e Cangaceiro; quest’ultima scritta da Ghigo di getto, alle 5 del mattino, e registrata nel suo studio casalingo sulla base di un’idea che aveva in mente da qualche tempo. “Pirata”, inoltre, costituisce la prima esperienza di Ghigo come unico arrangiatore.

Come di consueto, “Pirata” è seguito da un tour, che nella seconda parte vede una formazione largamente rinnovata: alla batteria Daniele Trambusti sostituisce Ringo De Palma (che da lì a poco entrerà nei CCCP), al basso Roberto Terzani sostituisce Gianni Maroccolo e viene aggiunto un percussionista colombiano, Candelo Cabezas.
In questo periodo, i Litfiba partecipano alla compilation “Union” con il brano “Il tempo di morire” di Mogol/Battisti; la scelta non è casuale: il testo piaceva molto a Piero e ed era stata tra le prime canzoni che Ghigo aveva imparato a suonare da ragazzo. In questa occasione decide di arricchirla con citazioni di Hendrix e Kinks.

Ghigo partecipa alla compilation anche suonando la chitarra nella cover di Albachiara, un brano di Vasco Rossi, cantata da Nicoletta Magalotti (ex voce dei Violet Eves).

Sul finire dell’estate del 1990, in due occasioni, vengono presentati al pubblico i brani che entreranno a far parte dell’album “El Diablo”. Sul palco c’è un nuovo chitarrista ad affiancare Ghigo: un giovanissimo Federico Poggipollini, ingaggiato dal gruppo per suonare i nuovi brani, ricchi di chitarre.

I brani vengono composti in poco più di un mese dai soli Ghigo e Piero, ed è la prima volta che questi lavorano senza influenze esterne. Il sound proposto è decisamente rock, ed i testi sono più diretti e meno evocativi e di conseguenza non fraintendibili. Per Ghigo è l’album più “Zeppeliniano” dei Litfiba, in quanto “la concezione di fondo è la stessa: ballate dolcissime, momenti di esplosione violenta e ricerca di diverse atmosfere nell’ambito del medesimo brano”. Il disco ha un enorme successo, vendendo più di 500.000 copie, ed è prodotto da Alberto Pirelli e registrato ad Arezzo nell’Al Capone Studio (dove già era stato realizzato Il tempo di morire - ndr) con la collaborazione dell’ingegnere del suono Fabrizio Simoncioni.

In questa fase i Litfiba vengono identificati nella coppia Piero e Ghigo, così come sarà negli anni a venire.

Anche il lungo tour promozionale (che si svolge per gran parte del 1991) è un grande successo, e i Litfiba passano a tutti gli effetti dalla scena underground a quella mainstream nell’arco di pochissimo tempo: memorabile l’esibizione al Montreax Jazz Festival dello stesso anno (*visibile qui*).

Nel 1992 viene pubblicato “Sogno Ribelle”, una raccolta dei loro brani storici rivisitati con la stessa tipologia di arrangiamenti adottati con El Diablo, oltre a versioni live di alcuni pezzi e all’inedito Linea d’Ombra.

Sempre nel 1992 i Litfiba suonano in Messico, a Città del Messico ed Hermosillo, nell’ambito del Festival del Rock Latino, esperienza divertente ma con qualche noioso imprevisto in termini di salute. Sono previste anche altre date nell’ambito dei vari festival europei.

Dopo queste date avviene un cambiamento nella band: i Litfiba rinunciano a Candelo e Federico Poggipollini con Franco Caforio (che aveva fondato i Violet Eves) che sostituisce Daniele Trambusti alla batteria in previsione dello stile più aggressivo dei brani, e della chitarra di Ghigo più dura e grintosa, per quello che sarà il loro nuovo album: “Terremoto”.

Nel 1992, le strade di Ghigo e Nicoletta Magalotti si incrociano ancora: lui suona nel brano Terra Elettrica, contenuto nel nuovo disco “Nico” di Nicoletta.

“Terremoto” esce all’inizio del 1993 e dà l’input (a posteriori) ad un ulteriore progetto composto da più album, la “Tetralogia degli elementi”. “Terremoto” ne costituisce il secondo capitolo, che ha come elemento di riferimento la terra; il primo capitolo è a questo punto “El Diablo”, con riferimento all’elemento fuoco. Il disco è stato composto nello stesso modo di “El Diablo”, ma stavolta i testi sono ancora più diretti; la produzione è di Alberto Pirelli, con il supporto tecnico di Fabrizio Simoncioni. Il tour che ne consegue conta oltre 70 tappe, se ne ha testimonianza nel DVD pubblicato solo nel 2015 in “Tetralogia degli elementi”, raccolta dei 4 album che la comporranno e “Tetralogia degli elementi – Best of”, che contiene un estratto dei 4 dischi condensato in 2 cd (quest’ultima versione acquistabile solo in allegato ad alcune riviste del gruppo Mondadori).

La testimonianza “audio” del Terremoto Tour è invece il live “Colpo di Coda”, uscito nel 1994 che documenta il concerto di Bologna e contiene due inediti, A denti stretti, unico brano registrato in studio e composto quasi “su commissione” per avere un singolo inedito per il disco, e Africa, qui proposto in versione live e successivamente disponibile in versione studio per il singolo omonimo. E’ un live vero, sanguigno, espressivo, tutto è alla massima potenza.

I Litfiba prendono nuovamente parte ad una compilation: si tratta di “Firenze Sogna – Itinerari Musicali 1976-1983” che contiene una raccolta di brani new wave del periodo indicato; nella tracklist è presente Anniversary, un brano dei primissimi Litfiba ancora cantato in Inglese.

Il successore di “Colpo di Coda” è un nuovo album di inediti, “Spirito”: in questa occasione avviene un nuovo cambio di rotta, le atmosfere diventano relativamente più leggere, ed è l’elemento “aria” a farla da padrone. È a questo punto che si acquisisce la consapevolezza della Tetralogia. Per la prima volta, si ricorre ad un nuovo produttore e la scelta ricade su Rick Parashar (“Ten” dei Pearl Jam). L’alternativa era costituita da John Paul Jones dei Led Zeppelin, preferito da Ghigo, ma che non era disponibile. La band subisce una nuova modifica: al basso arriva Daniele Bagni, ma per i live italiani, nel ruolo di seconda chitarra torna Terzani e viene nuovamente coinvolto Candelo Cabezas. “Spirito” è seguito da un lungo tour che viene documentato nel successivo progetto “Lacio Drom”: cd contenente alcuni remix di Spirito effettuati dal Guru internazionale Tom Lord Alge e una selezione di brani live, a cui venne allegata una VHS contenente il documentario girato durante il Tour.

Le collaborazioni esterne di Ghigo continuano: nel 1994 prende parte all’album “ Solo” di Paolo Belli in due brani del disco.

Durante le date all’estero, Ghigo e Piero cominciano ad essere insoddisfatti del loro sound, che ha un aspetto troppo retrò e cominciano a pensare che sia il caso di modernizzarlo; nello stesso periodo si affacciano sulla scena musicale realtà interessanti come Garbage, Portishead, Massive Attack e tanti altri. Da qui nasce l’idea di contaminare la musica dei Litfiba con l’elettronica. Il risultato di questo “rimescolamento interiore” è “Mondi Sommersi”, che vede la luce agli inizi del 1997, dopo una gestazione durata per tutto l’anno precedente. Il filo conduttore stavolta è l’acqua e l’intero album viene costruito intorno a questo elemento. La produzione dell’album viene affidata a Richard “Jack” Guy (produttore internazionale e fonico degli INXS). Vengono prima contattati sia Butch Vig che Glen Ballard, che però declinano perché già impegnati. L’album si chiude in modo analogo al suo predecessore, con un brano anomalo, “In fondo alla boccia”, un provino inciso da Ghigo e Piero nel loro studio casalingo “carburati al punto giusto sotto il profilo alcolico”.

L’organico della band cambia ancora: Antonio Aiazzi abbandona la band e il suo posto viene preso da Roberto Terzani che durante i live, in alcuni passaggi, affianca Ghigo alla chitarra. Lo stesso Ghigo rivede il suo modo di suonare utilizzando uno stile molto più ritmico e cercando di mantenere, per quanto possibile, il suo ruolo di “cesellatore”. Questa nuova esigenza è dettata dal fatto che i brani sono composti da molte più parti musicali rispetto al solito e dal ritmo che risulta essere più groovoso e accentuato. In alternativa sarebbe bastato usare le basi registrate, ma non è questa l’attitudine dei Litfiba.

Dopo l’uscita dell’album, a cominciare da maggio 1997, segue il tour.

Il 12 maggio viene registrata la VHS “Croce e Delizia”, il cui ricavato delle vendite è devoluto in beneficenza alle popolazioni colpite dal terremoto dell’Umbria e delle Marche, mentre dall’ultima tappa italiana del tour, del 28 novembre, viene tratto il doppio live “Croce e Delizia”.

Nel 1998 è previsto anche il lancio dei Litfiba sul mercato spagnolo, dove “Mondi Sommersi” viene pubblicato con alcuni brani cantati in spagnolo.

Ghigo e Piero cominciano a comporre per il loro prossimo album.

Per “Infinito”, che costituisce un’estensione della “Tetralogia degli elementi”, si aggiunge un ulteriore elemento, il tempo. Si decide di dare un sapore pop ai brani, senza “sporcarli” troppo. Per questo album, la scelta di Ghigo ricade su Fender Stratocaster e Telecaster, utilizzate con amplificatori Fender, Vox & Matchless, che conferiscono un suono “più pulito”. Il classico Marshall per questa volta riposa in magazzino. Il disco risulta essere molto “meno rock” dei precedenti e perfettamente calato nelle sonorità di fine millennio. L’accordo tra i due però si ha solo in termini di scelte stilistiche relative all’album, in quanto tra Piero e Ghigo sono nate delle tensioni a causa di questioni legate ad aspetti artistici e contrattuali (che li portano ad avere due management diversi), nonché alla forte pressione dovuta al grandissimo successo dell’album precedente. Con il passare del tempo viene a mancare quel feeling e quell’energia positiva che li ha sempre contraddistinti.

“Infinito” esce all’inizio del 1999, ed è un gran successo commerciale ma allo stesso tempo il rapporto tra Ghigo e Piero è sempre più teso e circolano voci di scioglimento. Il tour, che può essere l’occasione per salvare l’unione, non riesce nel suo intento ed il distacco è sempre più evidente anche sul palco.

Al Monza Rock Festival, l’11 luglio 1999, si tiene il concerto che rappresenta l’epilogo di una storia lunga 19 anni.

Poco tempo prima i Litfiba si sono formalmente sciolti e, portato a termine l’ultimo obbligo contrattuale costituito dal concerto a Monza, le strade di Ghigo e Piero si dividono.
Con una lettera sul sito della band, Ghigo annuncia la sua volontà di proseguire, e di essere già in fase di composizione di materiale, con un nuovo cantante, per il prossimo album Litfiba (marchio di proprietà e pseudonimo SIAE di Ghigo). Il nuovo cantante è Gianluigi “Cabo” Cavallo che già da qualche tempo gravita attorno al progetto Litfiba.

Il metodo compositivo, adottato dai due, è alla “Jagger/Richards”, ovvero un continuo flusso e scambio di idee reciproco. Viene quindi recuperata la spontaneità nella stesura dei testi senza vincoli o schermi che possano ingabbiare la band.

La sezione ritmica viene affidata a Ugo Nativi (alla batteria) e a Gianluca Venier (al basso), entrambi provenienti dai Malfunk per costituire una base ritmica ben affiatata.

Il primo capitolo della storia dei nuovi Litfiba è “Elettromacumba”, che esce nel gennaio 2000. La produzione artistica è di Ghigo e di Mark O’Donoughue. L’album vende 150.000 copie solo nel primo anno e il tour, partito con alcune date di rodaggio in Svizzera, impegna il gruppo per tutta l’estate. Nel frattempo, Mauro Sabbione, che aveva già collaborato con i Litfiba del periodo “El Diablo” in un paio di brani, entra a far parte della band. Alla fine del 2000 vengono rese disponibili 15 tracce live in free download sul portale Lycos, una vera novità per il mercato italiano; verranno poi raccolte in un cofanetto da 7 cd singoli che prenderà il nome di “Live On Line”, stampato dalla EMI.

Durante il 2001 i Litfiba si concentrano nella preparazione del nuovo album: si respira un clima simile a quello dei “primi” Litfiba, vista la ritrovata dimensione di band, favorire dalle intere settimane a suonare in sala prove. Nel frattempo Ugo Nativi lascia il gruppo e il suo posto viene preso da Gianmarco Colzi, ex Rock Galileo.

“Insidia” vede la luce sul finire dell’anno: è un album spontaneo, creato senza pensare troppo al prodotto finale e con un preciso filo conduttore

che collega stilisticamente i brani. Il tour successivo conta oltre 100 concerti. Brani come Luce che Trema dal vivo hanno un’energia travolgente, ma un ottimo riscontro lo hanno anche le atmosfere soft di Oceano, che il pubblico ascolta con una calma quasi irreale.

Alla fine del 2002, viene realizzato un brano, con annesso videoclip, per la colonna sonora della versione italiana di “Tomb Raider 6 – The Angel Of Darkness”: “Larasong”. Il cd singolo viene distribuito in allegato al videogioco. All’incisione del brano partecipa Antonio Aiazzi che su input di Ghigo, che conosceva l’amore di Antonio per la musica per immagini, gli chiede di suonarne le tastiere. Da quel momento Aiazzi rientra in pianta stabile nella band e suonerà le tastiere durante il LaraTour (durante il quale 7 brani vengono registrati live ed inclusi nella raccolta “The Platinum Collection” che sancisce la chiusura dell’accordo con la EMI) e lo ’04 Tour (dalla cui tappa di Quadrivio viene registrato il DVD “Cento Giorni Verso Est”, distribuito in 300 copie in esclusiva per gli iscritti al fan club).

I Litfiba si dedicano alla stesura del nuovo album che viene registrato nello studio personale di Ghigo, da poco trasferitosi nella campagna toscana: “Essere o Sembrare” esce nell’aprile 2005. Il materiale è molto vario, tutti contribuiscono alla composizione e Ghigo cerca di far convergere tutte le diverse personalità arrangiando il disco il più possibile in stile Litfiba.

Il risultato è un disco diverso dai precedenti, più raffinato e volutamente minimale, ma la cui lavorazione mette in luce alcuni problemi nei rapporti interni. Scompaiono piano piano alchimie e complicità sostituite da puri e semplici interessi personali.

Alla fine del 2006 Ghigo decide di sciogliere la Band.

Subito dopo Ghigo prova a riformare il gruppo. Richiama Gianmarco Colzi alla batteria e Roberto Terzani al basso. Manca la voce del gruppo e la scelta ricade inizialmente sullo stesso Colzi, ma dopo qualche mese il ruolo passa a Filippo Margheri. Colzi subito dopo abbandona la Band e alla batteria arriva Pino Fidanza (che suonava precedentemente negli Scaramouche).

Nel settembre 2008 viene diffuso in rete il video di Effetti Collaterali, canzone che viene poi ripresa, modificata e riproposta nel febbraio 2009, insieme ad altri due inediti (Sepolto vivo e Terra di nessuno) e a due brani storici, Animale di Zona e Luce che Trema; i 5 brani costituiscono il “Five On Line”, EP registrato in presa diretta e disponibile in free download. Nell’estate 2009 appaiono sul sito altri inediti, in vista dell’album che sarebbe dovuto uscire entro la fine dello stesso anno e la band riformata si esibisce in due concerti: Aosta e Modena.

Voci di corridoio parlano da qualche tempo di una Reunion che si concretizza inequivocabilmente l’11 dicembre 2009, con un comunicato sul sito ufficiale in cui si dichiara che “La voglia di salire sul palco e fare concerti insieme è inarrestabile!”. Ci sono voluti anni per un riavvicinamento umano ed artistico ma ora i Litfiba Piero & Ghigo sono di nuovo insieme. I due avevano ripreso i contatti qualche anno prima e piano piano gli animi si sono riappacificati.

L’esordio live della Reunion avviene con un mini tour nei palasport italiani, preceduto da un breve warm up di tre date all’estero; la band che accompagna Piero e Ghigo è composta da Daniele Bagni al basso, Pino Fidanza alla batteria e Federico Sagona alle tastiere.

Dai due concerti di Firenze viene estratto il doppio live “Stato Libero di Litfiba”, che contiene anche due brani inediti: Sole Nero e Barcollo, registrati nel gennaio 2010 e mixati a New York da Tim Palmer negli Eletric Ladyland Studios (gli studi costruiti da Jimi Hendrix) e con la partecipazione alle tastiere di Francesco Magnelli. Il disco esce nel Giugno 2010 su etichetta Sony. Segue un lungo tour composto da diverse tranche, di cui una europea nel marzo 2011: in questa occasione viene girato il documentario “Cervelli In Fuga – Europa Live 2011” (proiettato l’anno seguente durante il Litfiba Day).

Durante le registrazioni per l’album successivo, il secondo capitolo della Trilogia degli Stati, i Litfiba si concedono una brevissima pausa con l’unica data italiana per il 2011: il 23 luglio all’Arena del Mare di Sabaudia.

Nello stesso anno viene reso disponibile il box a tiratura limitata e numerata (1000 pezzi), “Rare & Live”, che contiene 12 picture disc (tra cui “Eneide di Krypton” e “Live in Berlin”) oltre a diversi gadget.

Il 17 gennaio 2012 vede la luce “Grande Nazione”, anticipato dal singolo “Squalo”, e distribuito, dalla Sony, anche in una versione deluxe contenente la bonus track “Dimmi dei Nazi”, composta per la colonna sonora del film “Pivano Blues – Sulla strada di Nanda”.

Il disco è seguito da un tour di anteprima di sole tre date nel marzo 2012, per poi proseguire il mese successivo toccando tutta la penisola: la tournée primaverile viene interrotta a causa di un infortunio di Piero Pelù. Per questi live, alla formazione si aggiunge una seconda chitarra, Cosimo Zannelli.

Il 1 giugno 2012 al Mandela Forum di Firenze si celebra un evento speciale: un concerto a cui partecipano alcuni dei musicisti che hanno militato nei Litfiba negli anni passati, tra cui i membri storici Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo.

Dopo l’esibizione agli MTV Days a Torino di giugno, il “Grande Nazione Tour” si conclude con tre date, l’ultima il 28 luglio a Roma.

A settembre dello stesso anno, i Litfiba prendono parte a “Italia Loves Emilia”, concerto organizzato dal FeP Group con lo scopo di raccogliere fondi per le vittime del terremoto che ha colpito l’Emilia pochi mesi prima. Davanti a 150.000 spettatori, i Litfiba si esibiscono con i brani “Barcollo”, “Gioconda” (con Ghigo accompagnato da Federico Poggipollini alla chitarra), “Tex” (con la partecipazione di Ligabue) e la partecipazione al brano “Il Mio Nome è Mai Più”, insieme a Jovanotti, ancora Ligabue, Fiorella Mannoia e Claudio Baglioni. Pochi giorni dopo i Litfiba sono a Lampedusa per lo storico festival “O’ Scià”.

Nel novembre dello stesso anno, Ghigo apre la sua personale pagina Facebook, che usa per dialogare con i fans. Nello stesso mese si concretizza un grande sogno di tanti seguaci storici del gruppo: i Litfiba, nella loro formazione originaria, suoneranno di nuovo insieme per un tour celebrativo del repertorio anni ’80. L’appuntamento è per la fine di gennaio 2013 all’Alcatraz di Milano, con due anteprime. Entrambe le date sono presto sold out. Sul palco insieme a Ghigo e Piero Pelù, ci sono Gianni Maroccolo e Antonio Aiazzi. Alla batteria, il compito di sostituire il mai dimenticato Ringo De Palma è affidato a Luca Martelli, già batterista de Gli Atroci e dei Rossofuoco di Giorgio Canali (che per l’occasione ricoprirà nuovamente il ruolo di fonico). A grande richiesta vengono aggiunte altre date, in primavera ed in estate, che realizzano un sold out dopo l’altro. Le date milanesi di gennaio vengono registrate e pubblicate nel doppio CD “Trilogia 1983 – 1989 (Live 2013)”, pubblicato a marzo dalla Sony.

Nel 2013 Ghigo partecipa al disco che Gianni Maroccolo realizza con Claudio Rocchi,”Vdb 23/Nulla è andato perso” nel brano “Le Melodie di Terrence”. Dopo il tour estivo i Litfiba si concedono una lunga pausa, interrotta in occasione della data del 27 luglio 2014 al Traffic Festival di Torino, in cui ripropongono lo spettacolo anni ’80, davanti ad un enorme pubblico in Piazza S. Carlo.

Qualche mese prima, precisamente il 25 gennaio, Ghigo, con la collaborazione di Davide Forgetta e Claudio Serra, dà vita al “Ghigo Renzulli Fan Collaborative” (GRFC), blog ufficiale presentato sulla pagina Facebook con una citazione di M. Proust “il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”.

Nel novembre 2014 viene annunciato il nuovo progetto live per l’anno successivo: il 13 gennaio 2015 a Milano verrà celebrata la “Tetralogia degli Elementi” con uno speciale showcase anticipato dalla proiezione in anteprima del video del “Terremoto Tour”. Il filmato è rimasto nel cassetto per anni come conseguenza delle cause legali con la Warner Bros di metà anni ’90.

I Litfiba chiudono l’anno in formazione anni ’80 con un concerto a Castelsardo.

Nel frattempo la data all’Alcatraz finisce sold out in poco tempo. Sul palco, ad accompagnare Ghigo e Piero, vi sono: Luca Martelli nuovamente alla batteria, Federico Sagona tornato alle tastiere e la new-entry Franco “Ciccio” Li Causi (ex Negrita) al basso. Nello stesso giorno esce il già citato “Tetralogia degli Elementi”, in versione 4 cd o 2 cd, a cui è allegato il tanto atteso DVD del “Terremoto Tour”. A grande richiesta vengono aggiunte altre date nei club in primavera e nelle arene in estate, per un tour che ottiene un grande successo di pubblico.

Nello stesso anno i Litfiba festeggiano i 35 anni di carriera: il 6 dicembre 2015 al Viper di Firenze viene effettuato un Concerto/Festa esclusivamente ad invito gratuito, con quasi tutti i musicisti che negli anni hanno militato nei Litfiba. È un evento speciale, un regalo per i fans, in cui si ripercorrono le tappe di una gloriosa e lunga storia.

Nell’ultima notte dell’anno, i Litfiba sono a Cosenza per il concerto di Capodanno, l’ennesima tappa del tour della “Tetralogia degli Elementi”.

Nel febbraio 2016, tramite un post sulla loro pagina Facebook ufficiale, i Litfiba annunciano l’inizio delle composizioni per il nuovo disco. Le occasioni di vederli live prima dell’uscita del nuovo album sono solo due, ad Arezzo con un breve set acustico a scopo benefico e a Taranto, per “UnoMaggioTaranto”.

Anticipato dal singolo “L’impossibile”, l’11 Novembre 2016 esce “Eutòpia”, quattordicesimo disco di inediti dei Litfiba, il terzo ed ultimo capitolo della “Trilogia degli Stati”. Il riferimento è ad un luogo in cui si possa costruire una società ipotetica, ma non inattuabile. Il disco ha un sound Rock al 100% con le taglienti chitarre di Ghigo che sono da sempre un vero e proprio marchio di fabbrica; Viene suonato come si faceva negli anni ’60 –’70, ovvero tutto di fila, con una impronta molto live e poche sovraincisioni. Il disco è composto da 10 tracce ma nella versione in vinile (disponibile anche in edizione limitata e numerata di sole 500 copie, andate a ruba in poche ore) sono presenti due tracce in più: Tu non c’eri, scritta da Piero Pelù e La danza di Minerva, scritta da Ghigo e dedicata alla memoria di Carlo U. Rossi; per il brano in questione, da cui poi è nato “L’impossibile”, Ghigo si è avvalso della collaborazione di Davide “Boosta” Dileo e degli Gnu Quartet.

Le collaborazioni di Ghigo continuano: partecipa al pezzo “Aria ‘e mare”, dei campani Foja, contenuto nel disco“ ‘O treno che va”, che vede la luce sul finire del 2016. Il brano farà parte della colonna sonora del Film Animato “la Gatta Cenerentola” una favola napoletana del 1634 di Giambattista Basile in mostra a Venezia.

Suona “La battaglia sacra” nella data fiorentina dello spettacolo di Gianni Maroccolo “Nulla è andato perso”, la cui registrazione è pubblicata nel marzo 2017 con un triplo vinile edito dalla Contempo Records.

Dal 24 marzo partirà un nuovo tour primaverile per i Litfiba che toccherà diverse città italiane: sul palco insieme a Ghigo e Piero, saliranno Luca Martelli, Ciccio Li Causi e Fabrizio Simoncioni, novità alle tastiere ma in passato già collaboratore dei Litfiba.